ANTISTALINISMO

Cosi come i massacri fascisti contribuiscono a offuscare la natura del fascismo, egualmente la repressione stalino-socialista aiuta spesso a passare sotto silenzio l’essenziale. M. Ollivier denunciava La Guépéou en Espagne, ma anch’egli poneva solamente il problema dei partiti, non quello dello Stato70. La liquidazione del POUM fu l’occasione per far passare questo partito come il più radicale. Sarebbe stato solo troppo debole per giocare un grande ruolo.

Se il governo repubblicano "resuscita la lotta di classe"71, ciò opponeva dunque il proletariato alla borghesia repubblicana cosi come a quella che sosteva Franco. Ollivier non invocava per nulla la distruzione dello Stato repubblicano. Al contrario: ci si sarebbe dovuti battere per "le realizzazioni socialiste"... attaccate l’estate dopo in Aragona dallo Stato repubblicano.

Il Comitato per la Rivoluzione Spagnola72 denunciava la repressione contro il POUM perché indeboliva la guerra dei repubblicani contro Franco: agendo cosi, la Repubblica si sarebbe privata di un appoggio necessario nel popolo. Questo Comitato non faceva parola del comportamento conciliatore e criminale della CNT e del POUM nel maggio 1937. Cosi la calunnia e l’ignominia social-staliniste non ricevettero confutazioni pubbliche (esclusa qualche pubblicazione della Sinistra comunista) se non da parte di gente che difendeva in realtà la stessa linea politica, e che si opponeva solo sui metodi, senza comprendere che una tale linea implicava obbligatoriamente cotali metodi. L’antifascismo vorrebbe la "vera" democrazia rovinata dal capitalismo; essi il "vero" antifascismo rovinato dallo stalinismo.

Nella sua prefazione a Le Stalinisme bourreau de la révolution espagnole, 1937-1938, Alfred Rosmer scriveva: "Bisogna innanzitutto battere Franco. Ma dopo la vittoria, vi saranno dei regolamenti di conti e la Rivoluzione riprenderà la sua marcia in avanti"73. Questa repressione riuscita dimostrava pure che non c’era rivoluzione spagnola. La denuncia unilaterale dei crimini stalinisti (che erano d’altronde altrettanto dei crimini socialisti) copriva il resto con un velo. La "lotta contro la repressione", che prende la forma dell’antistalinismo cosi come prima prendeva quella dell’antifascismo, non costituisce mai di per sé un programma rivoluzionario. Isolata in quanto tale, come nell’antifascismo, conduce necessariamente a praticare la politica del male minore, ad appoggiare il più tollerante contro il più repressivo (i socialisti "sono meglio" rispetto al Partito Comunista, gli Stati Uniti rispetto all’urss, o viceversa eccetera). Come se i socialisti (soprattutto in Spagna) non fossero stati complici degli stalinisti, evitando di menzionare i processi di Mosca, e invitando Jouhaux ad arbitrare i conflitti nell’UGT a favore del Partito Comunista74!

Durante la Guerra Fredda, si sarebbe visto risorgere l’antifascismo in certe correnti intermedie tra i partiti ufficiali e i rivoluzionari, ma questa volta sotto forma di un sostegno al "mondo libero" contro i Paesi dell’Est giudicati ancor più repressivi e mostruosi. Il totalitarismo rimpiazza il fascismo come nemico principale. Per altri, come Sartre, il "male minore" sarebbe stato rappresentato al contrario dai partiti comunisti e dall’Unione Sovietica. L’antistalinismo è il peggior prodotto dello stalinismo. Ciò vale per tutti coloro che si specializzano nel denunciare i crimini e le repressioni staliniane o leniniste75.